ESCURSIONI per la SCUOLA
Tutte le escursioni possono essere modificate, allungate, ridotte e
quant'altro possibile secondo particolari esigenze che saranno discusse
al momento della programmazione tra gli insegnanti e le guide che
condurranno l'escursione.
Per maggiori informazioni
info@tuscout.com
Francesco Focardi 335/6763145 (durante il periodo scolastico dopo le 17.00),
Silvia Ciulli 347/5875088 (durante il periodo scolastico dopo le 17.00),
Fax: 055 7877722
| Escursione fattibile da Firenze con mezzi pubblici | ![]() |
S. Antimo: la pietra che canta
Narra la tradizione che fondatore dell'abbazia sia stato Carlo Magno di
ritorno da Roma. Ma non è solo l'origine di questa stupenda
chiesa ad affascinarci: tutto quello che gravita intorno a S. Antimo ci
stimola la curiosità per poi donarci momenti di serena gioa.
Il sentiero, tutto in discesa, parte da un caratteristico borgo
medievale ed attraversa un fitto bosco per regalarci all'improvviso,
dietro una curva, la visione dell'abbazia incorniciata in un paesaggio
veramente da favola. La trasparenza dell'onice, di cui in parte è
costruita la chiesa, dona una sorprendente luminosità che
unita al disegno romanico della sua architettura rendono questo
complesso un "unico". All'interno ci lasciamo avvolgere dalla purezza
melodica del canto gregoriano eseguito dai monaci agostiniani, che
potremo ascoltare durante uno dei loro momenti di preghiera.
San Galgano e la spada nella roccia di re Artù
Attraverso un sentiero che si snoda tra le bellissime boscose colline
del Fiume Merse, che supereremo su un ponticello di legno, arriveremo
ai suggestivi imponenti resti dell'abbazia gotico-cistercense.
Edificata alla memoria di S. Galgano, la famosa chiesa "senza tetto" si
erge solitaria fra campi coltivati a grano e difficilmente si riesce ad
immaginare che una volta fosse il centro delle attività di
una delle più importanti e potenti realtà
religiose di tutta la regione. Visitati anche i resti della contigua
abbazia, saliremo al vicino eremo di Monte Siepi. Qui in una chiesetta
a pianta circolare, piena di particolarità architettoniche
ricche di significati simbolici, è custodita da
più di 900 anni la spada conficcata nella roccia da S.
Galgano. Cercheremo quindi di capire come, partendo da un mito tardo
medievale, si sia arrivati alla realizzazione di una grande
comunità monastica che molto ha influito nelle vicende della
Toscana comunale del 1200 - 1300.
Il santuario della Verna e il Monte Penna ( o il castello di Poppi )
Da Chiusi della Verna si sale, attraverso un bosco, all'antico ingresso
del santuario percorrendo un bellissimo stradello acciottolato
oggi non più in uso ma una volta unica via di
accesso all'eremo. Nel convento della Verna visiteremo gli ambienti
legati ad alcuni importanti avvenimenti della vita di S. Francesco, tra
cui la cappella delle stimmate. Poi riprenderemo il cammino attraverso
un'antica foresta di abeti verso la vetta del Monte Penna dove potremo
godere di vastissimi panorami sulle valli dell'Arno e del Tevere.
In alternativa alla salita sul Monte Penna, il pomeriggio potremmo visitare il caratteristico castello di Poppi. Molto interessanti le sale dedicate al medioevo comunale e alla grande battaglia di Campaldino che avvenne sotto i suoi spalti.
In alternativa alla salita sul Monte Penna, il pomeriggio potremmo visitare il caratteristico castello di Poppi. Molto interessanti le sale dedicate al medioevo comunale e alla grande battaglia di Campaldino che avvenne sotto i suoi spalti.
Casa d'Erci, il pane ed il sentiero naturalistico
Classica escursione alla scoperta del mondo contadino di una volta. Dal
borgo di Grezzano si raggiunge l'antica casa colonica poderale che oggi
ospita il Museo della Civiltà Contadina. Insieme alla visita guidata del museo sarà possibile,
nell'antica cucina, fare il pane o il formaggio. A pranzo gusteremo la focaccia appena sfornata e nel pomeriggio faremo
una piacevole passeggiata sul sentiero naturalistico che si sviluppa
nell'area circostante. Questo è da intendersi come una
estensione all'aperto del Museo, utile a capire l'evoluzione del
paesaggio agrario e forestale. Avremo così una visione del mondo contadino che fino a pochi
decenni fa popolava queste zone dell'Appennino, ora quasi abbandonate,
per conoscerne la vita, gli usi e i ritmi di lavoro quotidiano.
La via dei Cavalleggeri: da Piombino a Populonia, odori e colori della riviera degli etruschi
Partendo dalla baia di Salivoli presso Piombino cominceremo a
costeggiare il promontorio inizialmente su una carrareccia. Quindi
continueremo su un sentiero sempre a mezza costa e sempre di
più ci troveremo immersi nella caratteristica macchia
mediterranea ricchissima di odorosi arbusti e colorate essenze
vegetazionali. Quando il bosco si apre sono molti i punti panoramici
con viste sull'isola d'Elba e sulle scogliere vicine. Ci fermeremo a
pranzo in una spiaggetta raggiungibile solo a piedi o via mare. Alla
fine arriveremo a Populonia che oggi ci mostra il suo aspetto medievale
ma che 2500 anni fa era la più grande città
etrusca sul mare e grande centro economico grazie alla
attività siderurgica. Dal paese scenderemo infine verso il
golfo di Baratti. Se si decide di accorciare la camminata avremo il
tempo per una visita dell'area archeologica etrusca.
Alle sorgenti del Bisenzio
Questo itinerario si svolge all'interno del Parco della Riserva
Naturale dell'Acquerino-Cantagallo in una zona ricchissima di boschi ed
acque. Il sentiero è ottimo per una facile escursione con
aree di sosta attrezzate e si sviluppa prima lungo il fiume Bisenzio e
poi lungo i due fossi da cui trae origine. L'interesse dell'escursione
è legato alla possibilità di conoscere le
principali essenze arboree dell'Appennino e l'economia che questo
ambiente ha generato: dalla raccolta di castagne alla produzione di
carbone da legna fino all'utilizzo dell'energia idraulica attraverso i
numerosi mulini delle valli. E possibile la visita ad un mulino ancora
funzionante ad energia idraulica.
Il Monte Falterona
Al confine tra la Toscana e la Romagna si erge il Monte Falterona, uno
dei principali della Toscana. Al tempo degli Etruschi era considerato
sede di divinità e ancora oggi è meritevole di
rispetto per ospitare una ricca flora e fauna ( siamo nel Parco
Nazionale delle Foreste Casentinesi ) e per essere il monte che ospita
le sorgenti dellArno. Dalla località Fangacci, vicino al
Passo della Calla raggiungeremo le sommità prima del Monte Falco e poi del Falterona attraverso grandi boschi di faggio e
amplissime vedute sul Casentino, sul Mugello e sulla Romagna. Per i
più allenati si può arrivare fino alle sorgenti
dell'Arno.
La Cittadella del Carnevale di Viareggio
Al mattino visiteremo i capannoni che
ospitano i carri del Carnevale
appena trascorso e poi visiteremo il Museo del Carnevale con i suoi
cimeli e ricordi. Quindi i ragazzi, utilizzando gli stampi già
pronti, realizzeranno delle maschere con la tecnica della
cartapesta. Pranzeremo nella pineta di Viareggio e
poi avremo del tempo per fare una passeggiata sulla spiaggia oppure una
visita al Museo della Marineria di Viareggio.
La via della fiaba a Collodi
Da Pescia a Collodi si snoda a mezza costa sulla collina una stradella
di antichissima origine che conserva ancora in parte il selciato di
epoca mediovale. Una volta arrivati nel caratteristico borgo potremo
visitare il Parco di Pinocchio e, eventualmente, La Casa delle Farfalle
e Il giardino della Villa Garzoni.
La Certosa di Calci e il Museo di Storia Naturale
Un avvincente percorso nell'evoluzione della vita sulla Terra e nella
relazioni tra l'ambiente e la fauna che in esso si è
sviluppata. Impressionante la galleria dei cetacei che
raccoglie gli scheletri di piccoli e grandi abitatori degli oceani. La
giornata può essere completata con la visita della Certosa
di Calci, con una passeggiata nei dintorni o con la visita di
Vicopisano, caratteristico borgo medievale.
Monte Morello
Il monte di Firenze, con tanti possibili itinerari; semplici o
impegnativi, naturalistici o storici. Un'escursione e una giornata da
pensare e programmare insieme ai docenti. Per esempio potremmo
approfondire la storia e l'evoluzione del territorio, degli aspetti
vegetazionali e degli effetti della presenza dell'uomo sull'ambiente.
La Roveta o Poggio Valicaia
Nei pressi di Scandicci l'itinerario, percorrendo comodi sentieri,
propone la visita di un ambiente ricco di riserve idriche artificiali
(laghetti) diversamente alimentate, appostamenti di caccia, tracce di
animali, ville, luoghi di culto ed apicolture; tutto questo immerso in
una vegetazione di pineta e macchia mediterranea con notevoli scorci
panoramici sulla città di Firenze. A causa di incendi del
recente passato è possibile vedere come la vegetazione
riconquista le aree bruciate.
Parco del Neto
Singolare esempio di giardino/parco con piante esotiche e rare.
È apprezzatissimo dagli abitanti di Sesto Fiorentino per il
fresco e l'ombra che gli garantisce durante la bella stagione. Si presta
a visite botaniche specialistiche come a semplici e rilassanti
passeggiate in tutta sicurezza.
Un giorno con gli asini
Una giornata alla scoperta di questo bellissimo animale. Un'escursione
guidata in compagnia degli asini con possibilità di monta
degli animali per brevi tratti. Raccolta di legna durante il percorso
ed utilizzo dell'asino come animale da soma. Arrivati a un rifugio
accenderemo il fuoco con la legna raccolta e pranzeremo.Visita
dell'asineria, attacco e utilizzo del carro.
Anello del Poggio di Firenze
Da San Donato in Collina sopra Bagno a Ripoli arriviamo al
parco di Fonte Santa c/o il Rifugio Antella (m. 580 slm). L'itinerario
riveste interesse botanico grazie all'influsso che i venti marini hanno
su un'area della zona che visitiamo. Interesse di tipo storico grazie
alla presenza di testimonianze di epoca etrusca a partire
dall'insediamento della sommità di Poggio Firenze; di epoca
contemporanea grazie alle vicende legate all'ultima guerra e alla
resistenza. Interesse culturale per ciò che riguarda gli usi
e costumi della transumanza, grazie alla via maremmana. Interesse
paesaggistico per gli ampi panorami sul Valdarno superiore, sul
massiccio montuoso del Pratomagno, sulla piana di Firenze e le colline
circostanti. Spunti di tipo geologico in quanto il Poggio di Firenze in
ere remote era la sponda del grande lago Prile che occupava tutta la
piana fiorentina e pistoiese. Le comode carrarecce e i sentieri che
verranno percorsi in mezzo ad una vegetazione di conifere, castagno e
altre latifoglie, fanno si che l'escursione sia abbastanza facile.
Da Fiesole a Settignano, la via degli scalpellini
Un bel percorso panoramico su Firenze e sulla sua caratteristica
campagna collinare. Boschi, cave di pietra serena, ville, castelli;
luoghi di natura ma che hanno visto anche lo svolgersi di importanti
avvenimenti storici.
In barca sul lago di Massaciuccoli
Dalla stazione di Viareggio raggiungiamo l'imbarcadero sul canale di
Burlamacca o direttamente a Torre del Lago Puccini. Quindi il battello
ci porterà tra i canali palustri che circondano la sponda
nord del lago, tra i casotti da pesca con le reti a bilancia. Qui
sarà possibile avvistare i falchi di palude e gli altri
uccelli tipici di quest'ambiente. Potremo, volendo, percorrere il
sentiero attrezzato nell'oasi Lipu di Massaciuccoli, per conoscere
meglio il canneto. Si riattraverserà poi lo
specchio aperto del lago e avremo ancora tempo per fare qualcosa a
Viareggio.
ANTICHI
MESTIERI
La bravura e l'importanza della mano dell'uomo nell'utilizzo e nella trasformazione degli elementi naturali.
IL MUGNAIO ed IL FORNAIO
In Mugello lungo i corsi ricchi di acqua che scendevano dai crinali
appenninici c'erano un tempo circa trecento mulini. Oggi quelli ancora
funzionanti sono due. Potremo visitarne uno ed assistere al lavoro
delle macine mosse, oggi come ieri, solo dalla forza
idraulica. A seconda della stagione sarà possibile
vedere macinate le castagne, il granturco o il grano.
Inoltre, presso Casa d'Erci, avremo la possibilità di prepararci con le nostre mani del pane e della focaccia da cuocere e mangiarlo subito dopo. Nelle pause della lavorazione visiteremo l'interessantissimo Museo della civiltà contadina che con un pizzico di immaginazione ci farà fare un bel salto indietro nel tempo.
Inoltre, presso Casa d'Erci, avremo la possibilità di prepararci con le nostre mani del pane e della focaccia da cuocere e mangiarlo subito dopo. Nelle pause della lavorazione visiteremo l'interessantissimo Museo della civiltà contadina che con un pizzico di immaginazione ci farà fare un bel salto indietro nel tempo.
IL FABBRO
Un'antico mulino nelle Apuane meridionali trasformato in ferriera
forse già all'epoca dei Longobardi e poi utilizzato per
secoli dalla stessa famiglia. I Galgani si sono tramandati di
generazione in generazione il mestiere di fabbro, ma oggi la
continuità di ciò è in pericolo,
perchè sembra che non ci siano discendenti che proseguiranno
tale incredibile esperienza. Tutti i macchinari sono messi in movimento per mezzo dell'energia
idraulica ed anche l'illuminazione è prodotta dall'acqua.
Nel corso della visita potremo vedere la forgiatura manuale di alcuni
oggetti partendo dal materiale grezzo. L'acqua, da secoli elemento fondamentale per la sopravvivenza di questo
meraviglioso luogo, viene catturata per mezzo di una gora e poi portata
fino ad una vasca di raccolta. Visiteremo per mezzo di un facile
sentiero tutti questi elementi e poi, per chi ne avrà
voglia, seguiremo un tratto del torrente scoprendo la vegetazione e
l'ambiente circostante.
In alternativa a questa passeggiata, nel pomeriggio potremmo fermarci nella vicina Vetriano che ospita il più piccolo teatro storico pubblico del mondo (Guinnes dei primati 1997)
In alternativa a questa passeggiata, nel pomeriggio potremmo fermarci nella vicina Vetriano che ospita il più piccolo teatro storico pubblico del mondo (Guinnes dei primati 1997)
LO SCALPELLINO
Dalla piazza Mino da Fiesole saliamo per una panoramicissima stradella
al Parco di Monte Ceceri. Qui visiteremo le cave che hanno fornito la
pietra serena che tanto caratterizza l'ambiente urbano di Firenze.
Assisteremo alla lavorazione della pietra con i vecchi sistemi di
taglio e scopriremo quale erano le antiche condizioni di lavoro degli
scalpellini. Poi potremo proseguire a seconda del tempo disponibile per
Settignano, passando per il castello di Vincigliata, oppure per S.
Domenico passando per la Fattoria di Maiano.
IL CICLO DELLACQUA
L'acqua in agricoltura, visita a una fattoria
L'uomo ha sviluppato coltivazioni in serra che non usano la terra, ma
al contempo l'acqua ha accresciuto ancora di più la sua
importanza. Visitando una importante azienda agricola del Mugello
vedremo quanto sia importante in agricoltura e nell'allevamento la
disponibilità di questa risorsa. Allo stesso tempo capiremo
come sia fondamentale farne un buon utilizzo attraverso
moderne tecniche irrigue, di conservazione e di depurazione.
Il carsismo in Calvana: Forra Lucia e Fontebuia
Il massiccio montuoso della Calvana sopra Prato presenta numerosi fenomeni carsici. In assoluta sicurezza è possibile visitare la grotta di Forra Lucia, piccola ma completa di tutte quelle bellezze che rendono così affascinante il mondo sotterraneo. E' facile anche imbattersi nei suoi piccoli abitanti, i caratteristici geotritoni. Prolungando un poco l'escursione possiamo arrivare in un altro caratteristico luogo, la sorgente del rio Buti detta Fontebuia che, come dice il nome, ha origine da una grotta.
Il carsismo in Calvana: Forra Lucia e Fontebuia

Il massiccio montuoso della Calvana sopra Prato presenta numerosi fenomeni carsici. In assoluta sicurezza è possibile visitare la grotta di Forra Lucia, piccola ma completa di tutte quelle bellezze che rendono così affascinante il mondo sotterraneo. E' facile anche imbattersi nei suoi piccoli abitanti, i caratteristici geotritoni. Prolungando un poco l'escursione possiamo arrivare in un altro caratteristico luogo, la sorgente del rio Buti detta Fontebuia che, come dice il nome, ha origine da una grotta.
Il torrente Sambre: un'oasi naturale a due passi dalla città
Stupenda traversata di media difficoltà, immersi in un
ambiente naturale quasi intatto, con lunghi tratti selvaggi ed isolati
nelle immediate vicinanze di Firenze. Da Settignano toccando prima il
castello di Vincigliata e poi il castel di Poggio si arriva ad un
antico mulino sul torrente Sambre dalle acque limpide e chiare. Si
riguadagna il crinale, tappezzato di bellissimi prati, e si prosegue
verso Compiobbi spaziando lo sguardo dal massiccio del Pratomagno alle
colline di Firenze.
Il Parco dellAlbereta e l'acquedotto di Firenze
Una facile passeggiata sulle sponde dell'Arno attraverso un parco
cittadino, classico esempio di natura "ricreata", ci porterà
all'interno dell'acquedotto e quindi a scoprire il percorso di
potabilizzazione dell'acqua. Un percorso non solo tecnico ma anche di
sensibilizzazione all'uso della più importante risorsa
naturale. La visita all'acquedotto è da prenotarsi con largo
anticipo.
L'acqua e l'erosione: creazione e modellazione dell'ambiente nelle Balze del Valdarno
E' l'acqua il primo "architetto" del territorio e del paesaggio in cui
viviamo. Nel corso del tempo la continua azione erosiva esercitata ha
prodotto quegli aspetti di un territorio che immediatamente si rivelano
ai nostri occhi: colline, valli, laghi. Attraverso una
passeggiata tra le suggestive Balze del Valdarno scopriremo i
meccanismi alla base di questo processo.
Il Padule di Fucecchio
Una visita alla più ampia area umida toscana, per conoscere
il suo delicato ecosistema naturale e per scoprire quanto
quest'ambiente sia stato sfruttato nel tempo dall'uomo. Da
area di prelievo alimentare, caccia e pesca, ad importante via di
comunicazione nei secoli esso ha sempre avuto una importanza strategica
che giustifica ancora di più gli attuali sforzi per
difenderlo e preservarlo nel tempo.
Il Parco dei Renai
Il Parco dei Renai è un ottimo esempio di come un'area fluviale sottoposta ad intenso sfruttamento da parte dell'uomo, con l'escavazione della sabbia, possa essere sottratta ad un degrado ancora maggiore ed essere restituita ai cittadini senza stravolgerne completamente le originarie caratteristiche ambientali.
Il Parco dei Renai
Il Parco dei Renai è un ottimo esempio di come un'area fluviale sottoposta ad intenso sfruttamento da parte dell'uomo, con l'escavazione della sabbia, possa essere sottratta ad un degrado ancora maggiore ed essere restituita ai cittadini senza stravolgerne completamente le originarie caratteristiche ambientali.
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